mercoledì 16 maggio 2012

TARROS: CUORE E CONCRETEZZA PER VINCERE GARA 1


SPEZIA TARROS – CUS GENOVA : 62-47 (6-9; 28-22; 46-37)
SPEZIA BASKET CLUB TARROS: Pipolo, Stefanini 4, Dal Padulo 3, Ornati 5, Fazio, Papadakis 17, Penè 11, Giachi 18, Steffanini 4, Perli,  Coach: Carlo Bellavista
CUS GENOVA:  Passariello 10, Toselli 12, Cainero, Dufour 14, Gonella 2, Capecchi 2, Pittaluga, Bo, Bestagno, Nasciuti 7 . Coach Maestri
Arbitri: Davide De Angeli di Genova e Dario Mazzella della Spezia

 
I bianconeri fanno proprio il primo match della finale play off che li vede opposti al Cus. La tensione e l’importanza del match “bloccano” le squadre, ma la Tarros si “difende con il cuore”.

“La posta in palio è molto alta, la pressione dovuta all’essere alla fase decisiva della stagione si è fatta sentire. Quella di stasera non è certo stata una bella partita; questo, però, non è il momento dello spettacolo, ma quello della concretezza. Era importante vincere e ci siamo riusciti. Conta solo questo”. Così il Presidente bianconero Danilo Caluri commenta gara 1 della finale play off che vede la Tarros contrapposta al Cus. La tensione e il “peso” della consapevolezza di giocarsi tutta la stagione “bloccano” le due formazioni e sono alla base dei tanti errori che fanno sì che nei primi quattro minuti del match disputatosi al PalaSprint vengano segnati solo quattro punti, due per parte. Non va meglio nel prosieguo del primo quarto che si chiude con un “misero” 6-9. La situazione migliora un po’ nei tempini successivi, quando la Tarros riesce a portarsi in avanti e staccare gli avversari. Un gap nei numeri non incolmabile, ma che il Cus non riesce a ridurre. Gli universitari si rifanno sotto solo a metà della terza frazione, poi cedono: perdono aggressività in difesa e non migliorano al tiro, così i padroni di casa possono tornare a guadagnare punti, seppur senza dilagare, proprio a causa dei troppi errori commessi. La Tarros, comunque, sbaglia meno del Cus e soprattutto mette sul parquet una difesa tutto cuore che le permette di portare a casa il match. È stata questa l’arma in più di una squadra che, pur non brillando e non dando spettacolo, ha confermato di essere gruppo forte, determinato e di carattere che riesce, con il cuore, a superare difficoltà ed errori, come sottolinea coach Bellavista: “All’inizio del match eravamo mentalmente bloccati: è normale in partite importanti come questa, partite in cui ci si gioca tutta una stagione. Io però sapevo di poter contare su quello che ci ha portati sin qui: la difesa. Difesa significa prima di tutto cuore e la squadra il cuore ce lo ha messo sempre. In definitiva quella di stasera è stata la partita che mi aspettavo. Il CUS ha provato a mettere in campo una difesa aggressiva, ma alla lunga non ha retto. L’impressione che ho avuto io in panchina, e numeroso, ma molto “caldo”. Tamburi, trombette, cori: magari possono sembrare cose da poco, ma sono invece segnali molto significativi per noi, sono il segnale dell’affetto e del supporto di tante persone. Penso che nel corso della stagione i miei ragazzi abbiano dimostrato di meritare il calore del pubblico; la gente ha risposto nel modo migliore, in questa fase in cui sentire il calore dei supporter permette davvero di avere una marcia in più”.che penso abbia avuto anche il pubblico, è stata quella di una formazione, il CUS, che, una volta andata sotto di una decina di punti, non era in grado di recuperare. Così, in effetti, è stato. Noi non abbiamo certo fatto una bella partita, ma quello che contava era vincere e ci siamo riusciti. Anche stasera ho fatto giocare tutti i ragazzi, perché tutti sono importanti per la squadra. Già nei primi due quarti ognuno di loro aveva messo piede in campo, era necessario affrontassero il parquet e saggiassero il clima che si respirava. A tal proposito sono molto contento del supporto che ci ha dato il pubblico, non solo

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